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Calcio Gazzetta

[Storie di calcio] Daniel “El Caudillo” Passarella

Oggi per la rubrica “Storie di calcio” parleremo dell’ex difensore di Fiorentina ed Inter Daniel Passarella, considerato uno dei migliori calciatori argentini di sempre.

Nato a Chacabuco (Argentina) il 25 maggio del 1953, Passarella è considerato uno dei più forti liberi della storia del calcio, ed era in grado di coniugare tecnica, eleganza e disciplina negli interventi. Soprannominato “El Caudillo” (che in spagnolo significa “Generale”) per la sua tendenza ad essere leader in campo, era abile nel far ripartire l’azione ed era dotato di un sinistro preciso e potente, in virtù del quale si distinse come ottimo esecutore di punizioni e rigori.

Ha iniziato a giocare con il Sarmiento con cui ha militato dal 1971 al 1973. Nel 1974 si trasferisce al River Plate dove vi rimane fino al 1982 giocando 226 partite con 90 gol segnati, vincendo 7 campionati argentini  (Nacional 1975, Metropolitano 1975, Metropolitano 1977, Nacional 1979, Metropolitano 1979, Metropolitano 1980 e Nacional 1981). Nell’estate del 1982 passa alla Fiorentina con cui disputa 4 stagioni collezionando 109 presenze e 26 gol. In maglia viola, nella stagione 1985/86 ha battuto il record di difensore più prolifico in un solo campionato di serie A con 11 reti (nella stagione 2000/01 il record fu battuto da Marco Materazzi). Nell’estate del 1986 si trasferisce all’Inter, in 2 stagioni che disputa in nerazzurro colleziona 44 presenze e 9 gol, anche se nella sua esperienza sotto la Madonnina viene ricordato per un episodio spiacevole: durante Sampdoria-Inter del marzo del 1987 prese a calci un raccattapalle reo secondo lui di ritardare la ripresa del gioco e per questo gesto si beccò 6 giornate di squalifica. Nell’estate del 1988 fa ritorno al River Plate con cui chiude la carriera di calciatore.

Con la maglia della nazionale argentina, ha disputato i mondiali del 1978, 1982 e 1986; vincendo quello in casa del ’78 da capitano e quello in Messico dell’86 dove però non scese mai in campo, in molti dicono a causa del suo rapporto non idilliaco con Diego Armando Maradona. In totale, con l’albiceleste ha disputato 70 partite segnando 22 gol.

Appese le scarpe al chiodo, ha iniziato la carriera di allenatore proprio con la squadra con cui aveva smesso di giocare cioè con il River Plate con cui dal 1989 al 1994 conquista 3 campionati  (1990, Apertura 1991, Apertura 1993). Dal 1994 al 1998 è il C. T.  della nazionale argentina con cui disputa il mondiale di Francia ’98; dal 2000 al 2001 allena l’Uruguay, poi in seguito una brevissima parentesi al Parma, poi Monterrey  (con cui vince il campionato messicano), Toluca, Corinthians e di nuovo il River Plate. Nel dicembre del 2008, annuncia di volersi candidare come presidente del River Plate e così l’anno successivo viene eletto, rimanendovi in carica fino al 2013 quando lascia perché dice di non avere più passione per il club. Sempre nel 2013, Passarella finì sotto inchiesta poiché avrebbe finanziato la campagna elettorale con il denaro del club. Inoltre, con 178 gol segnati, è il secondo difensore più prolifico della storia del calcio dietro solamente all’olandese Ronald Koeman che ne ha segnate 207. Nel marzo del 2004, Pelè lo ha inserito nella FIFA 100, la classifica dei 125 migliori giocatori viventi stilata in quel momento.

 

Pasquale Maione

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