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[FOCUS] Juve: ecco cos’ha evidenziato la disfatta di Cardiff

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Questa volta non sono stati gli episodi a decidere le sorti della finale, non c’è stata maledizione, ma vari nodi che solo sabato sera sono giunti al pettine.

Di tutte le finali perse dai bianconeri in Champions League questa è stata sicuramente la sconfitta più netta, che non può lasciar rammarico, ma solo ben chiare le pecche che ha evidenziato la squadra di Allegri. Pecche che, causa il livello bassino del nostro campionato, son venute fuori tutte insieme quando il gioco si è fatto davvero duro.

I segnali però sono arrivati anche dalla nostra Serie A in realtà, infatti la Juve ha vinto pochissimi degli scontri diretti esterni in questa stagione perchè, volente o nolente, l’effetto Stadium esiste e non si è riusciti ad esportarlo nel campo neutro di Cardiff. Quando giochi con un avversario di livello e motivato dai suoi tifosi nella sua tana, sfortunatamente il modulo 4231 diventa troppo dispendioso e inadatto per contenerne le sfuriate. La Juve non ha saputo trovare una via di fuga, un modo di gioco alternativo, per i casi di questo genere e ha sempre pagato dazio infatti. Principalmente la causa è il duo di centrocampo Khedira-Pjanic che, se imbottigliato in un rombo come quello del Real Madrid, diventa del tutto inefficace o addirittura dannoso. Proprio per questo una priorità dev’essere l’acquisto di Tolisso che potrebbe dare quell’alternativa in più a seconda dell’avversario che ci si ritrova davanti perchè questa rosa garantiva solo un 11 titolare da 4231 con giocatori inadatti ad altri moduli, come abbiamo potuto verificare ad inizio campionato durante gli esperimenti di Allegri. Ovviamente poi mancano le alternative ai 4 davanti che in pratica le hanno giocate tutte, arrivando a fine stagione con l’autonomia per reggere a malapena un tempo.

Mercato a parte le altre note negative evidenziate sono state psicologiche con una Juventus che si è dimostrata piccola nel non saper reagire dopo essere stata colpita la seconda volta, coi giocatori palesemente rassegnati all’ennesima finale persa, il che ha portato all’umiliante goleada. Perchè, come ha detto Dybala via social: “Chi perde è sconfitto ma non vinto“, ma la realtà è che i bianconeri si sono sentiti vinti e questo è l’ennesimo proclamo da Facebook che lascia il tempo che trova e che innervosisce il sottoscritto e probabilmente molti tifosi. Questo, come quello del caro Bonucci che, sarà anche un grandissimo difensore, ma nelle occasioni importanti è spesso sparito salvo poi ricomparire sui post pieno di orgoglio e coraggio, cosa di cui i tifosi non se ne possono fare assolutamente niente. Quindi, basta coi ruggiti social e più attributi dove serve, sul terreno di gioco.

Queste le cose principali che ha evidenziato la disfatta di sabato e a cui si può e si deve porre rimedio poi, si sa, squadre come il Real Madrid o altre hanno anche la possibilità di andare sempre sulla crème de la crème del mercato e la Juve ancora no, ma ad oggi, pure se i bianconeri potessero farlo, ci sarebbero questi impedimenti tra loro e la maledetta Champions League.

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