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[FOCUS] Juve: tutti per uno e tutti contro uno

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La Juventus approda alla finale di Cardiff, una finale che merita un altro esito soprattutto per la carriera di Buffon. Mentre qui invece, con la mente, in molti saranno con gli avversari dei bianconeri.

Se la meriterebbe la Juve per premiare un percorso di ricostruzione vero e proprio cominciato nella stagione del primo scudetto con Conte alla guida, se la meriterebbe per le troppe finali perse (6 su 8) e se la meriterebbe soprattutto il suo attuale capitano Gigi Buffon.

Il numero 1 bianconero ha già perso 2 finali di Champions su 2 disputate e, a dispetto di un Pallone d’Oro mai ingiustamente vinto, ora merita questa Coppa come giusto riconoscimento alla sua straordinaria carriera. Ieri l’ha detto: “Non si è mai troppo vecchi per sognare e ormai essere in finale non conta più niente, ora si deve vincere” e siamo tutti ovviamente d’accordo. Vero è che si può vincere per poi sparire (come l’Inter del triplete), oppure perdere e restare lì come la Juventus sconfitta a Berlino 2 anni fa, ma ora bisogna interrompere la maledizione.

Questa Juve è più matura, più pronta e più convinta di quella arrivata in finale nel 2015, ma ha un problema di turnover a differenza di quello che probabilmente sarà il suo avversario: il Real Madrid. Però, se i bianconeri hanno il biglietto per Cardiff è perchè l’hanno meritato tanto (o forse anche di più) quanto i ragazzi di Zidane. Sarà il concetto di squadra contro il “tutto per Cr7“, due concetti opposti ma decisamente efficaci.

Intanto, mentre la Juventus il 3 giugno sarà a Cardiff impegnata in questa epica altra finale, ci sarà una grossa fetta d’Italia a tifare contro tra frustrazione e antisportività. Sentimenti incarnati ieri sera dall’ex granata Glik che ha impersonificato tutti i non juventini con quel pestone ad Higuain. Della serie “se non ci posso giocare io, allora non ci giochi manco tu” ma, per fortuna di Higuain e della Juve, il piano è fallito insieme ai progetti europei del Monaco e ai sogni di molti antijuventini. Ora a molti tifosi di altre squadre di Serie A toccherà indossare virtualmente la maglia di una squadra di Madrid, trascurando i problemi dei propri beniamini che, per esempio, mentre la Juve andava in finale di Champions, cambiavano il secondo allenatore in questa fallimentare stagione.

Più forti degli avversari veri e propri, e più di quelli aggiunti, questa Vecchia Signora ha agguantato la seconda finale in tre anni e cerca la vendetta. I numeri e le statistiche sono anche dalla parte dei bianconeri, ma la finale, si sa, avrà una storia a se. Simpatico vedere anche che le squadre italiane si sono imposte in Champions ogni 7 anni dal 1989 ad oggi e che (Milan 1989, Juve 1996, Milan 2003, Inter 2010) quest’anno dovrebbe ricapitare; straordinari anche poi i numeri in questo torneo con 9 vittorie, 3 pareggi, 0 sconfitte, 21 gol fatti e 3 subiti. Straordinaria la grinta e l’impegno dei giocatori di Allegri che, a parte qualche calo di concentrazione sbagliato ma legittimo, hanno sempre lottato come leoni arrivando a maggio in gran forma nonostante i pochi ricambi a disposizione, soprattutto in attacco.

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