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[#RoadToCardiff] Juve: V per Vendetta

Juve vs real madrid 1998

La prossima finale di Champions League sarà un po’ un classico di questa competizione, ma i bianconeri hanno ancora da vendicare un vecchio sgarbo.

Sono stati molti gli scontri tra Juve e Real Madrid nel corso di svariate Champions League (bottino equamente spartito con 8 vittorie, 8 sconfitte e 2 pareggi), ma solo una volta le due squadre di affrontarono in una finale del torneo.

Era il 20 maggio del 1998, Amsterdam, e la Juventus era la corazzata terribile della massima competizione europea alla sua terza finale consecutiva (dopo quella vinta con l’Ajax e quella persa col Borussia Dortmund). Era la Juve invincibile di Lippi con Zidane ancora tra le fila dei bianconeri assieme a Peruzzi, Torricelli, Montero, Iuliano, Di Livio, Pessotto, Deschamps, Davids, Inzaghi e Del Piero. Esattamente come in questa edizione la Vecchia Signora arrivò all’ultima partita dopo aver eliminato il Monaco.

Quella finale fu una partita estremamente tesa decisa da un episodio: il gol al 67′ di Mijatovic, in netto fuorigioco. E quell’unico gol sancì, oltre che un’altra Champions sfumata, la fine del ciclo di quella grande Juve, forse la più grande finchè quella attuale non conquisterà quell’agognata coppa.

Dunque il 3 giugno a Cardiff potrebbe essere quella benedetta occasione per vendicare quella sconfitta immeritata e per mettere a tacere lo stesso autore del gol che in questi giorni si sta lasciando andare a dichiarazioni più che provocatorie: “Quel gol non venne segnato in fuorigioco, lo voglio mettere in chiaro una volta per tutte. L’ho sempre detto e lo ribadisco. La Juventus è una squadra perdente in finale, specialmente da quando esiste il nuovo formato della Champions League: ne ha perse ben quattro. Invece il Real Madrid quando arriva all’ultimo atto vince e, più in generale, credo sia una squadra migliore della Juventus“.

E proprio come allora è importante che la Juve, oltre a compiere la sua vendetta, conquisti questo trofeo per rimanere lì dov’è, perchè il contraccolpo psicologico di un’ennesima sconfitta europea (sarebbero 7 su 9) potrebbe essere letale.

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